COM'È... ANDATA?

Il girone di andata è passato, sono passate anche le festività ma nonostante sia passato anche il 2025 non passa il ricordo legato a sabato 13 dicembre 2024. Quel giorno infatti si chiudeva male il girone di andata della "Borri Band" con la pesante sconfitta in casa contro il Cirié. Ma va detto che anche il resto della prima parte del cammino in Campionato purtroppo ha riservato poche gioie ai biancoazzurri della U16. Abbiamo voluto far passare un po di tempo prima di incontrare il loro Condottiero. Lo abbiamo fatto non per girare il coltello nella ferita ma per capire dal diretto interessato cosa è successo dopo le premesse incoraggianti  germogliate in agosto, durante il periodo della preparazione estiva.
La prima riflessione del "Filosofo" ci lascia incuriositi ...

"Intanto Buon Anno a tutti i lettori. Come ad ogni inizio c'è entusiasmo, in tutti. Dai giocatori allo Staff. Se facciamo un'analisi superficiale parrebbe sbagliata la ricetta nel proporre il lavoro che intendevo fare e il modo mio di comunicare non efficace. Ma se si va nel profondo questa ipotesi regge poco".

Nel sentire queste affermazioni viene normale chiedere perché alle prime uscite la Squadra esprimeva, al di là del risultato, un calcio piacevole, propositivo che nel tempo si è perso. E puntuale arriva l'analisi

... "È semplicemente il frutto di diversi fattori che brevemente si possono riassumere in un gruppo di Ragazzi che mutava quasi ogni settimana. Giocatori voluti nel gruppo, con l'intenzione di migliorarlo, che si sono dimostrati inaffidabili sotto tutti i fronti, per volontà, impegno, sacrificio, continuità, spirito di gruppo e senso di appartenenza. Sono i valori in cui credo e fondo le mie Squadre ogni anno. Mi ero illuso che funzionassero anche qui. A maggior ragione, dopo il disastro della scorsa stagione, mi aspettavo una reazione diversa. Poi ci sono stati abbandoni improvvisi ed inspiegabili di ragazzi che erano già in Squadra e che, a parole. volevano cambiare le cose ma con i fatti hanno dimostrato il contrario ed hanno preferito fare un passo indietro, ritirandosi".

Dopo queste affermazioni la curiosità aumenta e proviamo entrare nel dettaglio per cercare di dare risposte a chi si chiede come mai la tanto attesa svolta non è arrivata. E allora Mr Borri diventa terribilmente realista nell'analisi  ...

"Se ho in mente una ricetta per una torta, per concretizzarla devo avere tutti gli ingredienti, anche se non di prima scelta. Se devo costruire un motore funzionante devo avere tutti i pezzi, anche se rigenerati, ma non mi deve mancare nulla. Se faccio il Ditettore d'orchestra devo avere tutti gli strumentisti, anche se non di primo livello. Veniamo al calcio. Se devo creare una Squadra, anche non di primo livello, la devo poter allenare. Devo allenare i singoli, i singoli nel reparto ed i reparti nella Squadra. Devo illlustrare e spiegare strategie da attuare con e senza la palla. Ci vuole tempo per questo ma il tempo non mi ha mai spaventato. Quello che mi preoccupa è la mancanza degli attori principali. I Giocatori.  Senza una costante presenza agli allenamenti a chi parla il Mister? Ai pochi che ci sono sempre e non hanno colpe, anzi avranno sempre la mia stima, ma paradossalmente, per colpa degli assenti, non migliorano neanche loro. Con il passare dei mesi ho capito che, salvo alcuni che conto sul palmo della mano senza arrivare a cinque,  questi Ragazzi potrebbero essere allenati da una miriade di personaggi, da Mourinho a Topo Gigio. Avrebbero lo stesso atteggiamento con tutti. È amaro constatarlo ma la realtà è che sto allenando da almeno tre mesi dei pezzi di squadra. Così facendo le torte non escono mai, i motori non funzionano e la musica non suona. Ecco perche non servono Chef, Meccanici, Direttori d'orchestra o Allenatori!".

Dopo aver ascoltato l'ultima analisi del Mister non ci resta che trasformare  la curiosità in speranze con l'augurio che ci siano anche nel Condottiero  ...

"La speranza non deve mancare mai. Ho il dovere di non farla mancare pur dovendo essere schietto nelle analisi.  Confido nei nuovi arrivi (N.d R.: Cecchettin e il rientro di Abdulkadir già in Rosa lo scorso anno) che vedo molto motivati. A chi finora si è dimostrato dissidente e poco interessato al progetto consiglio una inversione di rotta e se non ci credono di stare a casa loro. A coloro che invece non hanno mai mollato dico di continuare così perché ci resta l'altra metà del cammino ed abbiamo tutti il dovere di onorarla al meglio ed il diritto di toglierci le giuste gratificazioni, frutto del sudore in allenamento e in partita".

Non abbiamo voluto esagerare nelle domande dopo aver sentito le esternazioni del "Filosofo" che, pur deluso, confida ancora in un girone di ritorno diverso.

Già, perché il girone di andata è passato, sono passate le festività e si vuol far passare anche il ricordo legato alle tante delusioni della "Borri Band".

Dalla Redazione
C.K.
Pubblicato il 10.01.26 - ore 9,00

A TUTTO

DIRE ... TTORE !

Prosegue il nostro viaggio di conoscenza delle figure che gravitano attorno alla Stagione Sportiva del Filosofo con la U16 della U S. Gaglianico 1946.
Abbiamo dunque voluto conoscere da vicino la persona che, oltre che con Mr  Piero Borri, si confronta con gli Allenatori della Sezione Agonistica.

L'intervista che proponiamo questa settimana ai nostri lettori riguarda un personaggio che ha vissuto il calcio da interprete come giocatore nelle giovanili per poi viverlo, sempre con gli scarpini ma munito di fischietto, per dirigere gare di Calcio. Infine, non sentendosi ancora appagato per quello che aveva dato al Calcio, ha tolto la divisa di Direttore di Gara per continuare ad essere Direttore ma con ben altre funzioni.
Stiamo parlando di Nicolò Chiola. neo Direttore Sportivo della Sezione Agonistica presso la Società U.S. Gaglianico 1946.
Ecco l'esito del piacevole incontro.
Buona lettura.

Direttore Buongiorno. Ci può raccontare il suo passato legato al Calcio prima di approdare alla U.S. Gaglianico ?

Buongiorno allora il mio passato nel calcio è stato abbastanza breve come giocatore. Ho iniziato la scuola calcio nella Biellese, continuando con Mister Aldo Sottile e proseguendo fino ai Giovanissimi. All'età di 15 anni ho intrapreso la carriera arbitrale nella sezione AIA di Biella, fino all'età di 32 anni. Facendo l'arbitro mi sono tolto molte soddisfazioni arrivando a dirigere gare di Eccellenza. Poi, come capita, per raggiungimento dei limiti di età, mi avevano chiesto di fare l'osservatore ma ho preferito appendere le scarpette al chiodo e terminare la mia avventura all'AIA. Pochi mesi dopo tale scelta ho avuto l'opportunità di entrare nella Società APD Chiavazzese come Dirigente. Dopo due anni lascio, e riprendo come Dirigente alla Biellese Femminile Prima Squadra, ma anche questa avventura dura poco, costretto a lasciare per questioni di lavoro.

Qual è stata la motivazione che l'ha portata a scegliere di fare il Direttore Sportivo della Sezione Agonistica della Società?

Diciamo che avevo del tempo da dedicare e quindi mi sono fatto avanti in Società U.S Gaglianico da dove ho iniziato come Dirigente. Inizialmente mi era stata proposta la non Agonistica. Poi parlando con il Presidente e il DS della Prima Squadra mi e stato proposto questo incarico, nonostante fosse la mia prima Esperienza da Direttore Sportivo.

Cambiare la visione delle cose, pur rimanendo nel Calcio, è  stato un processo naturale oppure ci sono stati ostacoli mentali da superare?

Sinceramente per me non ci sono stati ostacoli. É stato tutto naturale.

Fare il Direttore Sportivo vuol dire farsi carico di parecchie problematiche. Quanto tempo dedica a questa sua nuova funzione?

Si, fare il Direttore Sportivo vuol dire caricarsi di tante problematiche, ma qualcuno lo deve pur fare. Sono fiero di ricoprire questo ruolo anche perché intorno a me ci sono persone competenti ma anche disponibilissime a darmi tanto supporto e coraggio per fare bene.
Dedico abbastanza tempo a quello che faccio, questo si.


Attualmente quanti sono gli iscritti alla sezione agonistica del Gaglianico Calcio e quali Categorie comprende?

Quelli che competono a me sono 94 ragazzi, esclusi Juniores e Prima Squadra. Le categorie sono i nati nel 2009 (Allievi secondo anno), quelli del 2010 (Allievi primo anno), i 2011 ( Giovanissimi 2 anno) ed infine l'annata dei 2012 (Giovanissimi 1 anno).

A stagione ormai più che avviata, che tipo di riflessioni ha fatto in merito ai gruppi che gestisce?

Le nostre Squadre sono in crescita rispetto alla scorsa Stagione. Sono state affidate a  persone competenti, brave nel gestire i gruppi, e senza di essi forse non sarebbe così. Per quanto attiene i 2009 ho cercato di lavorare su alcuni innesti da inserire nella squadra. I Ragazzi dei 2020 invece arrivavano da una stagione pessima, chiaramente non per colpa loro. Abbiamo cercato, grazie anche alla collaborazione con i loro Dirigenti Claudio Ratto e Gabriele Ramella, di formare una squadra competitiva per questa stagione. Chiaramente il ringraziamento va al neo arrivato Mister Piero Borri, che con la sua professionalità e insegnamento sta tirando fuori il meglio da questi ragazzi. Personalmente il Mister non lo conoscevo ma devo dire che e una persona veramente capace e sa mettere a proprio agio tutti, compreso il sottoscritto.

Occuparsi di Agonistica presume anche un confronto con il DS di Prima Squadra e Juniores. Come vi interfacciate e che tipo di obiettivi vi siete prefissati nel medio/lungo termine?

Vero. Spesso abbiamo un confronto con il DS Luca Bottura, ci interfacciamo su diverse questioni sulla gestione dei Giocatori a seconda delle esigenze dei gruppi. Poi io sono uno che chiede tanti consigli al DS di Prima Squadra e Juniores. Sinceramente, circa gli obiettivi, non ci siamo esposti in nulla. Cerchiamo solo di fare un ottimo lavoro e in quella direzione c'è da lavorare sodo.

Rispetto alla situazione ereditata quali sono le priorità da mettere in atto secondo il percorso da lei intrapreso?

Ho trovato diverse cose da mettere a posto ed ho chiesto l'aiuto di tutti, a partire da chi è alla US Gagluanico da tempo. Serve lavorare bene per il futuro della Società ma soprattutto dei Ragazzi.

Facciamo un salto in avanti. Siamo già alla fine della Stagione 2025/26. In cuor suo che Gaglianico immagina?


Immagino un Gaglianico vincente, un Gaglianico cresciuto in positivo e con la  voglia di fare sempre meglio. Da parte mia coltivo la speranza di portare avanti il mio progetto.


Secondo Lei quali sono le caratteristiche principali che deve avere un Direttore Sportivo che si occupa della Attività Agonistica?

Deve essere principalmente Umile, e deve saper interfacciarsi con i Mister e gli Staff, operazione non sempre facile.

Cosa invece deve evitare di fare?

Evitare di rovinare un ambiente sereno, senza creare malumori nei gruppi.

Che rapporto si è instaurato con gli Allenatori ed i Dirigenti delle Squadre da Lei gestite?

Da parte mia penso che ci sia la massima stima e serietà con tutti gli Allenatori, però questa domanda andrebbe "girata" ai Mister e a gli Staff.

Se pensa al futuro si immagina a Gaglianico a lungo?

Sinceramente spero di stare a Gaglianico ancora per un po' di tempo anche se mi piacerebbe affrontare altre avventure.

Per chiudere che messaggio lancia agli Allenatori che gestiscono i gruppi dei quali Lei è il responsabile?

Continuare a dare il massimo come stanno facendo. Ne approfitto per augurare a tutti loro un buon lavoro.

Congediamo il Direttore Nicolò Chiola e, nel ringraziarlo per la gentilezza e la collaborazione,  gli auguriamo un lungo e proficuo lavoro in Società, certi che collaborerà in modo tangibile alla crescita umana e sportiva dei Ragazzi.

Ai nostri lettori il solito e consueto arrivederci con altre interviste che seguiranno nelle prossime settimane!

Dalla Redazione
C.K.
Pubblicato il 13.11.25 - ore 9,45

DUE MESI DI "Borri Band"

Analisi, riflessioni e progetti ... 

Poco più di due mesi, è il tempo passato da quando la U16 allenata dal "Filosofo" Mr. Piero Borri iniziava a sudare sul campo di Zumaglia, località individuata per il mini ritiro di 4 giorni, iniziato il 23 agosto.
Abbiamo incontrato il Condottiero dei biancoazzurri dopo il roboante risultato ottenuto in Valle d'Aosta ai danni dello Sporting Issogne e la prestazione casalinga (anche se andata in scena a Benna per problemi organizzativi) con la Valdilana Biogliese. Sono state due gare dove la "Borri Band" ha sfoderato gioco, idee e ben 12 reti realizzate,  equamente distribuite, con una sola rete subita.
Abbiamo pertanto voluto capire da vicino a che punto è la Stagione definita più volte dallo stesso Tecnico di "rifondazione".
Ecco il risultato dell'incontro, sempre piacevole e ricco di spunti interessanti, poco più di una chiacchierata davanti ad un caffè, poco più di due mesi dopo!

Mister, al di là dei risultati maturati sul campo nelle ultime due gare che lasciano ben poco spazio alle interpretazioni, quali sono state le riflessioni che le hanno fatto compagnia in questi giorni?
"Su tutte la consapevolezza di essere sulla strada giusta per ridare entusiasmo al Gruppo della U16, a partire dai Giocatori e dai miei Dirigenti sino ai Genitori e a tutti coloro che gravitano intorno al Gruppo con l'obiettivo di farlo crescere. Poi la mente inizia a sovrapporre e comparare dati del passato con gli attuali, ed emergono cose interessanti".

Il quadro che ne esce qual è?
"Intanto una chiara e netta inversione di rotta da parte dei Ragazzi nell'interpretazione di allenamenti e partite. Gli uni propedeutici alle altre, e non è  sempre un concetto scontato. Poi l'aver dato un senso alle cose che si fanno, con l'obiettivo di crescere individualmente per far si che cresca anche l'intero gruppo. Concetti che sembrano semplici ma non lo sono affatto e necessitano comunque di tempo per i Ragazzi ed una notevole dose di pazienza per noi Tecnici/Educatori. In ogni caso, anche se siamo all'inizio di un percorso ancora lungo, in merito al futuro sono fiducioso".

Ha parlato di percorso. Come se lo immagina in cuor suo?
"Ogni Stagione ha le sue dinamiche ma sicuramente il primo obiettivo era cancellare in fretta l'ultima stagione. I primi dati sono confortanti anche se non mi soddisfano ancora. Per capire se saremo veramente "guariti" bisognerà aspettare almeno altri 4 turni di Campionato".

A quali dati si riferisce in particolare?
"Sono in numeri di questo inizio di Stagione, messi a confronto con i numeri delle prime 6 gare dello scorso anno.
Premesso che ogni Campionato è a sé , che le Squadre incontrate non sono le stesse ma è anche vero che noi, per 7 undicesimi, siamo gli stessi. Detto questo il confronto ci sorride su tutti i fronti. Le 18 reti subite quest'anno non mi piacciono ma erano 48 un anno fa quando la Squadra aveva segnato una sola rete contro le attuali 14. Passare da una differenza reti di - 47 a - 4 non è proprio così automatico. Mi conforta il fatto che ci sono ben 7 marcatori diversi, segno che arriviamo negli ultimi 25 metri con manovre corali e con qualche idea in più. Ma, ripeto,  fra 4 turni avremo la possibilità di fare un'altra fotografia sulla nostra Stagione con la speranza di migliorare ancora questo trend".

È questa la "rifondazione" che aveva in mente?
"Due mesi sono pochi per pensare che sia già una "rifondazione" ma è anche vero che se si vogliono cambiare le cose bisogna remare tutti dalla stessa parte, avere un pensiero comune sulla visione del futuro e tanta pazienza nel volerlo costruire. Anche a costo di perdere dei "pezzi" per strada, come si è verificato!

Mister, allude ai Giocatori che non fanno più parte della Rosa U16?
"La Società mi ha cercato e voluto per guidare la U16. C'è grande intesa con il DS Chiola e con i Dirigenti Ramella e Ratto. Conoscono il mio pensiero e dal primo giorno sanno quali sono le mie idee in merito alla gestione del gruppo. I Ragazzi hanno tutto il diritto di scegliere se restare per completare il percorso o intraprenderne altri. Io, al tempo stesso, ho il dovere di tutelare i Ragazzi che,  attraverso il lavoro sul campo, vogliono raggiungere gli obiettivi prefissati, senza avere interferenze sul percorso. Ecco perché sfrutteremo la pausa invernale per  inserire in Rosa Giocatori funzionali al nostro modo di interpretare il gioco ma al tempo stesso caratterialmente compatibili con il pensiero comune che in questi mesi si è formato nel gruppo".

Non ha fatto nomi ma credo siano sotto gli occhi di tutti.
"Il mio era un discorso generale. Capisco che non a tutti sia piaciuto il mio approccio alla Stagione. Ma i Ragazzi devono anche capire che sono inseriti in un contesto societario che ha come obiettivo la loro crescita umana e sportiva. Se vogliamo entrare nel particolare, paradossalmente a lasciare il gruppo sono stati parecchi Ragazzi appena arrivati. Alludo a Marotta, Chiarion, Castellani e Al Saoui. Se parliamo della "vecchia guardia" per un Castiglia che va c'è un Alessandro Guarino che torna. Aveva deciso di smettere ma si è accorto che gli mancava il Calcio e forse ha intuito che il vento è cambiato. Per intenderci è di questi Ragazzi che la Squadra ha bisogno se si vuole crescere tutti insieme".

Tatticamente come ha sopperito a tutte queste defezioni?
"Intanto non ci siamo mai pianti addosso. Non fa parte del mio stile. Nella prima fase di transizione c'è stata grande collaborazione con il gruppo degli U15 che sono venuti in soccorso. Devo ringraziare Mr. Ena per la disponibilità e tutti i Ragazzi che, a turno, sono venuti con noi con lo spirito giusto. In merito alla Collaborazione con altri gruppi anche Mr. Fuoco, responsabile della U17, si è  dimostrato sensibile a far fare esperienza da noi il Ragazzo del 2011 Enea Valz Blin, che si è meritato in poco tempo i galloni da Capitano. Queste sono le sinergie che mi piacciono e che rappresentano quella che, per le esperienze che ho maturato, deve essere la normalità nella gestione dei gruppi.
Ora viviamo un periodo di transizione e stiamo già pensando agli eventuali innesti mirati di gennaio.

Ha già qualche nome sul taccuino?
"Io devo individuare le caratteristiche umane, tecniche e tattiche di chi dovrà eventualmente darci una mano. Il taccuino è in mano ai Dirigenti Ratto e Ramella. Loro dovranno essere bravi ad abbinare le caratteristiche da me richieste ai Ragazzi da inserire in Rosa, funzionali al progetto. Non ci servono nomi a caso per incrementare numericamente il gruppo. Non avrebbe alcun senso e non rispetterebbe la logica del cammino intrapreso".

Domenica affronterete l'ultimo dei 4 derby di andata. Andrete a fare visita alla Vilianensis, su un campo che le revoca solo belle emozioni e sicuramente cercherà di aggiungerne un'altra. Come vive l'attesa?
"I derby sono sempre sfide particolari e nascondono sempre insidie dietro l'angolo. Noi dobbiamo imparare da tutti in questa Stagione e non perdere mai di vista l'umiltà. Poi, se analizziamo la sfera emotiva, Vigliano per me ha un sapore speciale legato al Calcio. Ad inizio secolo, 25 anni fa, lasciai proprio le giovanili del Gaglianico per fare la mia prima esperienza con i grandi da Allenatore in seconda dell'Amico Paolo Maruzzo. Quella Squadra vinse la Prima Categoria con 6 turni di anticipo. Il legame con Vigliano si fece ancor più solido nella stagione 2012/2013 quando tornai in veste di Allenatore e riuscimmo nell'impresa di portare una Squadra molto giovane in Prima Categoria. In quella Stagione il Comunale rimase imbattuto. Ogni domenica ci seguiva una media di 300 persone che non ci videro mai perdere in casa. Un record che resiste tutt'oggi, mi dicono i fans che ogni tanto incontro. Domenica sarà impossibile non ricordare quei momenti, anche se la panchina non sarà la stessa. In settimana ho raccontato ai miei Ragazzi cosa significa per me il Comunale di Vigliano. Credo che dal punto di vista motivazionale tutto serva. Poi vinca il migliore, come si dice"!

L'avviso ai naviganti è chiaro. Ringraziamo Mr. Piero Borri per la disponibilità e per la dedizione con cui ha risposto alle nostre curiosità. Ai nostri lettori rinnoviamo l'appuntamento con le prossime interviste. Raggiungeremo altri personaggi che gravitano attorno alla "Borri Band", per raccontare e raccontarvi il cammino della U16 del Gaglianico. Per capire a che punto sarà la "Rifondazione del Filosofo"

Dalla Redazione
C.K.
Pubblicato il 30.10.25 - ore 23,45

Foto Gabriele Ramella

A TUTTO GAS ... "l'Artigiano" Borri trae le prime riflessioni indicando la strada e allena anche i ... Genitori!

La preparazione pre-Campionato della U16 del Gaglianico allenata da Mister Piero Borri volge ormai al termine. Il Girone, con relativo Calendario gare, è ormai noto ed è pertanto arrivato il tempo delle attese, delle curiosità  e delle prime verifiche.
Attese per il debutto di sabato prossimo a Sandigliano della "Borri Band" con le Torri Biellesi, legata alla curiosità della prima formazione ufficiale che varerà il Tecnico ed inevitabilmente della verifica sul campo per capire se il lavoro fatto fin qui dal "Filosofo" va nella giusta direzione. Alle soglie di questa importante vigilia abbiamo pertanto incontrato il Condottiero della U16 dei biancoazzurri per carpirne le emozioni (e non solo) legate al suo ritorno in panchina dopo due anni di "sosta".

Mister, la prima domanda è troppo scontata ma la devo fare lo stesso. È cambiato qualcosa in lei nel vivere l'attesa del debutto in Campionato?

I debutti sono sempre emozionanti. Non credo esista un Mister al mondo che viva l'attesa di un qualsiasi evento della Squadra che allena  senza provare emozione. Poi l'emozione deve lasciare spazio alla razionalità, per concentrarsi sulla partita. Sarà così anche sabato, considerata anche la mia lunga pausa dai campi di allenamento.

Grande assist. Come ha vissuto il periodo di inattività?

Intanto senza stress o ansie da "non prestazione", per dirla al contrario. Ho organizzato il mio tempo libero per tenermi aggiornato. Il Calcio è in continua evoluzione e devi essere attento nel cogliere le sfumature del cambiamento. Non c'è nulla da inventare. Chi dice che fa "il suo Calcio" mi fa un pò sorridere. Piuttosto lo si interpreta, a seconda delle caratteristiche dei Giocatori a disposizione  e all'impronta che si vuol dare alla Stagione. E poi devi essere pronto ad "aggiustare", "adattare", "rettificare" e correggere la rotta del cammino verso l'obiettivo che ti eri prefissato. Questi processi, secondo il mio modesto parere, avvengono dalla osservazione del lavoro dei tuoi Colleghi e dal confronto con chi ne sa più di te. In fondo siamo degli "Artigiani" chiamati dalle Società per plasmare i gruppi che ci affidano. Quindi, da Artigiano sono andato in diverse "fucine" per capire a quale punto erano le mie conoscenze.

Prendendo spunto dalla sua riflessione, a che punto è il lavoro dell'Artigiano Borri nella fucina della U16 del Gaglianico?

Onestamente devo dire che ho trovato una fucina molto disordinata, con attrezzi sparsi ovunque che davano un senso di disorientamento, scoramento e abbandono. Al tempo stesso c'era tanta voglia di renderla di nuovo una fucina operativa. Quasi a fine preparazione posso dire che abbiamo fatto un pò di ordine, soprattutto mentale oltre che tecnico-tattico ed iniziamo a riconoscere pian piano gli attrezzi da usare per ogni situazione che ci potrebbe capitare. Detto questo siamo alla prima curva dopo la partenza in un circuito molto lungo e pieno di insidie. Stiamo imparando a gestire un'auto appena avviata che ogni tanto diventa difficile da controllare ma se penso che quell'auto era ferma ai box con qualche pezzo rotto, in questa fase va bene così.

Siamo passati dalla fucina alle corse in circuito. Allora le chiedo. Che auto vedremo a Sandigliano nel primo G.P.?

Sinceramente sono curioso anch'io di capire quanto è  stato efficace l'ascolto avuto da parte dei Ragazzi da quando hanno iniziato a sudare sul campo. La loro è  un'età particolare, fatta spesso di cambi di umore e atteggiamenti. Non si deve mai dare nulla per scontato. Quando pensi di portare un'auto in corsa per dire la tua, in gara spesso ti capita  che qualche pezzo sia da cambiare o rettificare. È un lavoro paziente, puntiglioso, fatto di mille osservazioni e valutazioni dove spesso ti sbuca quella che non avevi messo in programma. Un lavoro da Artigiano come detto prima. Credo e spero di portare a Sandigliano un'auto presentabile. Non è sicuramente una fuoriserie, anche se mi auguro lo diventi nel tempo, ma neanche un pezzo da rottamare.

Abbiamo presentato il Girone A della U16 in un'altra sezione di  questo sito (qui il LINK). Quali sono le sue impressioni in merito?

Intanto rispetto allo scorso anno  "geograficamente" è meno valdostano e abbraccia invece l'area canavesana e torinese, dove il livello delle Squadre sarà tutto da scoprire. Poi sarà sicuramente un torneo più avvincente, con parecchie gare in più e una sosta invernale più corta. Insomma, quei Campionati che piacciono a me. Sono infatti dell'idea che dalla U16 in poi giocare con maggior continuità sia il percorso ideale che porta alle soglie delle Prime Squadre con un'atteggiamento diverso, a condizione che in quegli anni venga svolto parallelamente un lavoro propedeutico e funzionale al Calcio dei grandi.

Chi vede tra le Squadre favorite per la vittoria finale?

La mia risposta deluderà i lettori. In questi Campionati è improprio parlare di Squadre favorite o meno. Spesso è capitato di vedere compagini dominare dei tornei e poi sparire nell'etere. Onore a chi vincerà il Campionato ma ancor più onore per chi utilizzerà questa Stagione per crescere e migliorare le capacità tecniche, tattiche, fisiche e umane dei Ragazzi per prepararli al futuro, nello Sport e soprattutto nella Vita! Poi da biellese mi auguro prevalga una "nostra Squadra" ma occhio alle valdostane e al Cirié Calcio. Pronto ad essere smentito.

Dove colloca il Gaglianico in questa bella analisi appena fatta?

Intanto grazie per il complimento. Ad oggi siamo ancora all'inizio della fase che ho chiamato "rifondazione". Si colloca all'interno di un percorso ben delineato. Conosciamo la stazione di arrivo del treno ma ancora  non sappiamo quante fermate farà per raggiungerla. Di una cosa sono certo. Il lavoro alla fine verrà ripagato. L'unico errore che non andrà fatto sarà avere fretta. Procediamo per step di crescita graduali ed ogni volta verificheremo se passare a quello successivo oppure ... "ripassare la lezione". Le classifiche sinceramente  le lascio agli altri.

Ciò che afferma è condivisibile ma, almeno per un istante, ha pensato di aver ereditato una Squadra che nello scorso anno ha racimolato un solo punto chiudendo ultima in classifica?

Confesso che l'ho pensato più volte, ed ogni volta trasformavo il pensiero negativo in energia positiva da trasmettere ai Ragazzi durante gli allenamenti. Il passato deve darci degli insegnamenti per vivere in modo migliore il presente e spronarci per il futuro. Il passato non deve essere un "tormentone" che ci toglie le energie positive, necessarie invece per voltare pagina. Quel Campionato è finito lasciando il posto ad una nuova Stagione, tutta da vivere ed esplorare, senza gli spettri ingombranti del passato.

Parliamo delle componenti esterne alla Squadra. Che ambiente ha trovato al suo arrivo nel Gaglianico?

Sul fronte societario un'accoglienza molto calda. Mi sono sentito subito a mio agio. Con il Presidente Bifernino ci si conosce dai tempi in cui giocava nei biancoazzurri. Il DS Bottura è stato un mio Giocatore a Valdengo e Vigliano e con il DS della attività agonistica Nicolò Chiola c'è stata sintonia fin da subito. Grande unità di intenti si è manifestata poi con i Dirigenti della Squadra Gabriele Ramella e Claudio Ratto (N.D.R.: su questa pagina la loro intervista). Con loro ci si confronta ogni giorno e sono persone straordinarie per dedizione e lavoro al servizio della Squadra. Hanno riposto in me una stima esagerata e spero di ripagarli con le soddisfazioni che meritano. Anche loro, come i Ragazzi, hanno voglia di rinascita. Poi mi permetta di ringraziare i componenti dello Staff Tecnico che mi sono di grande aiuto. Il Collaboratore Tecnico Valeriy Piccirilli (Giocatore in forza alla Prima Squadra) ed il Preparatore dei Portieri Maurizio Maiolo. Con loro si lavora in sintonia e con la stessa visione di intenti, rara a trovarsi all'interno degli Staff. Ai Ragazzi non abbiamo fatto mancare nulla. Se si vuole crescere anche questi aspetti vanno curati.

Foto Gabriele Ramella

Poi c'è la componente Genitori. Dove la colloca nel nuovo percorso?

La ritengo, in queste Categorie, una componente importante. Devo però ancora "capire" le dinamiche legate alla partecipazione dei Genitori alle attività dei loro figli. Mi piacerebbe che, di gara in gara, la Squadra acquisisse un'identità tutta sua e diventasse riconoscibile in chi la guarda. Per fare questo occorre anche la partecipazione dei Genitori che non devono abdicare il loro ruolo educativo "parcheggiando" i figli per qualche ora pensando che basti la presenza dei Dirigenti. Ai Ragazzi fa piacere sentirsi seguiti in gara, a maggior ragione se le attenzioni vengono anche dai loro Genitori. Devono però essere attenzioni positive, mirate a spronare i Ragazzi dagli spalti senza fare confusione nei ruoli. Spesso invece, sugli spalti, troviamo ancora fra i Genitori troppi allenatori. Questo non fa bene ai loro figli. Lasciateli divertire!

Chiudiamo l'intervista con una curiosità.  Come si immagina il tardo pomeriggio di sabato?

Me lo immagino sereno. In  tutti i casi. Dico sempre ai Ragazzi che la partita deve essere il momento in cui si devono divertire cercando di applicare i concetti visti in allenamento. Per noi il sabato deve essere un momento di gioia, non di tensione. Mi faccio sentire in settimana, questo si, ma durante la gara voglio che esprimano se stessi, divertendosi. Abbiamo la coscienza a posto, consapevoli di aver lavorato bene. Dovremo sempre scindere il risultato dalla  prestazione. Se ci sarà quest'ultima non dirò mai nulla ai miei Ragazzi. Se poi le Squadre che incontreremo saranno più brave di noi faremo loro i complimenti e torneremo a lavorare con ancora più determinazione, per raggiungere lo step di crescita successivo.

E' sempre un piacere sentire le riflessioni del "Filosofo". Lo ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e lo lasciamo con un caloroso in bocca al lupo per la Stagione.

Dalla Redazione
C.K.
Pubblicato il 19.09.25 - ore 22,40.

Lasciato alle spalle il periodo della preparazione atletico/tattica le squadre delle Giovanili della APD US GAGLIANICO, esauriti i confronti amichevoli, stanno per affrontare le sfide che contano. Fra le squadre dell'agonistica della Società presieduta da Giuseppe Bifernino cè quella del primo anno Allievi 2010, allenata da Mister Piero BORRIDopo due anni di assenza dai Campi di Calcio, il "Filosofo" tornerà a dirigere una gara ufficiale SABATO 20 SETTEMBRE. Non si conoscono ancora luogo e avversario in quanto il Calendario è in fase di formalizzazione ed uscirà nella settimana entrante (e questo sito ne darà ampio spazio)La Redazione, a pochi giorni dal primo fischio di inizio della Stagione legata al Campionato Provinciale Under 16, ha incontrato i Dirigenti della Squadra affidata al Tecnico di Zumaglia. Sono Claudio RATTO e Gabriele RAMELLA

Claudio, classe 1976, è fra i Dirigenti storici del Gaglianico e fa parte anche del Direttivo della Società. Ex giocatore con il vizio del goal albergava nelle aree di rigore avversarie con ottimi risultati. Ora, fra un viaggio di lavoro e l'altro in giro per il mondo, si dedica con grande passione al Calcio e, come spesso accade, da Dirigente segue la Squadra dove milita il figlio e così da 8 anni è accanto ad  Alessandro, attaccante esterno della U16. Stessa sorte è toccata a Gabriele, Classe 1970, di professione bancario e quando gli impegni finanziari sono finiti calca i Campi di Calcio in altra veste essendo un ex Arbitro, con una discreta carriera alle spalle. Posati fischietto e cartellini ora si occupa dei cartellini dei tesserati della U16 dove milita il figlio Edoardo. Claudio e Gabriele condividono la stessa passione con lo stesso senso di responsabilità e con grande capacità nel gestire le situazioni che in una Stagione possono crearsi. Inoltre, oltre ad essere grandi Amici, garantiscono una presenza discreta nel gruppo senza prevaricare la funzione di Padre a quella del Dirigente, due aspetti per nulla scontati. Tutto questo agevola il compito del Mister che, a microfoni spenti, ha fin da subito riconosciuto in loro due grandi punti di riferimento per la conduzione generale della U16. E detto da un Allenatore che pretende molto anche dai Dirigenti non può che rafforzare quelle che sono le capacità degli attori dell'intervista doppia che abbiamo imbastito, con le prime impressioni dopo l'avvio della Stagione e prima dell'inizio del Campionato. Buona lettura!

Claudio RATTO

ATTENTI A QUEI DUE

L'INTERVISTA DOPPIA

Gabriele RAMELLA

Come ha vissuto la transizione tra la stagione conclusasi a giugno dello scorso anno e la preparazione a quella che inizierà a breve?

Claudio

La transizione è stata vissuta con grande consapevolezza e determinazione. Abbiamo chiuso una stagione intensa, ricca di insegnamenti, e ci siamo subito messi al lavoro per costruire qualcosa di ancora più solido. Il tempo tra le due annate è stato prezioso per riflettere, riorganizzare e soprattutto per accendere l’entusiasmo verso un nuovo percorso.


Gabriele

Molto positivamente.


In Società come si è arrivati alla scelta di affidare la U16 del Gaglianico a Mr Borri?

Claudio

La scelta di affidare la U16 a Mr. Borri è nata da una profonda analisi interna. Cercavamo una figura che unisse competenza tecnica, capacità relazionale e una visione educativa chiara. Mr. Borri ha dimostrato di avere tutte queste qualità, e la sua filosofia di lavoro si sposa perfettamente con i valori che vogliamo trasmettere ai nostri ragazzi.


Gabriele

Si cercava un profilo di Alta professionalità e carisma.


La "Nuova U16" con quali principi doveva nascere?

Claudio

La nuova U16 doveva nascere su tre pilastri fondamentali: identità, crescita e spirito di squadra. Volevamo costruire un gruppo che non fosse solo competitivo, ma anche coeso, consapevole e pronto a mettersi in gioco. L’obiettivo è formare atleti, ma soprattutto persone capaci di affrontare le sfide con maturità e passione.



Gabriele

Bel gioco, prestazione ma soprattutto Ragazzi per bene.


Ci dà un giudizio sulla campagna acquisti effettuata?

Claudio

Siamo molto soddisfatti. La campagna acquisti è stata mirata, ponderata e coerente con il progetto tecnico. Abbiamo inserito profili che portano qualità, ma anche valori umani importanti. Ogni nuovo arrivo è stato scelto per arricchire il gruppo, non solo sul campo ma anche nello spogliatoio.


Gabriele

Se dovessi esprimere un voto da 1 a 10 darei 7.


Ci sono rimpianti o rammarichi su giocatori non arrivati?

Claudio

In ogni sessione di mercato ci sono trattative che non si concretizzano, ma non parlerei di rimpianti. Ogni scelta ha portato a una direzione chiara, e siamo convinti che il gruppo che abbiamo costruito sia quello giusto per affrontare la stagione con ambizione e serenità.


Gabriele

Si. Spiace di non aver ingaggiato un centrale difensivo e una punta che è stata ad un passo da noi.


È quasi passato un mese dall'inizio della preparazione. Quali sono le prime riflessioni sul gruppo dei Giocatori?

Claudio

Le prime impressioni sono estremamente positive. Il gruppo ha risposto con entusiasmo, impegno e voglia di migliorarsi. C’è già una buona alchimia tra i Ragazzi, e questo è un segnale incoraggiante. Il lavoro quotidiano sta dando i suoi frutti, e siamo fiduciosi che la crescita sarà costante.


Gabriele

I Ragazzi stanno migliorando sia nella mentalità sia negli schemi e anche nella voglia di stare in gruppo.


Secondo voi, che giustamente vedete la Squadra sotto un'altra ottica, l'arrivo del nuovo Tecnico com'è stato assimilato dai Ragazzi?

Claudio

L’arrivo di Mr Borri è stato accolto con grande curiosità e rispetto. I Ragazzi hanno subito percepito la sua competenza e il suo approccio diretto. C’è stato un processo di adattamento naturale, ma oggi possiamo dire che il gruppo lo segue con convinzione e fiducia. È un segnale forte che ci fa ben sperare.


Gabriele

Inizialmente c'è stato scetticismo, ma col tempo i Ragazzi iniziano a essere soddisfatti.


Qual è stato l’impatto del nuovo Tecnico nell’ambiente Societario ed in particolare con Voi Dirigenti della U16?

Claudio

L’impatto è stato immediato e positivo. Mr Borri ha portato idee chiare, metodo e una comunicazione efficace. Con noi Dirigenti si è instaurato un dialogo costruttivo, basato sulla trasparenza e sulla condivisione degli obiettivi. C’è sintonia, e questo è fondamentale per lavorare bene.


Gabriele

Ottimo.


Rispetto alla scorsa Stagione, secondo Lei, quella attuale sarà caratterizzata da maggiori pressioni, maggiori aspettative o da altri aspetti non citati?

Claudio

Sicuramente ci saranno aspettative più alte, ma non le viviamo come pressioni. Al contrario, le consideriamo uno stimolo. La squadra è nuova, il progetto è ambizioso, e sappiamo che ci sarà da lavorare tanto. Ma siamo pronti, e convinti che ogni sfida sarà un’opportunità di crescita.


Gabriele

Sicuramente ci si aspetta un Campionato dignitoso, poi tutto quello che verrà sarà un "plus"!


È appena uscito il Girone. Le Sue prime impressioni?

Claudio

Il Girone è competitivo, variegato e stimolante. Ci sono squadre di valore, e ogni partita sarà una prova importante. Ma siamo fiduciosi: il nostro gruppo ha le qualità per affrontare ogni avversario con rispetto e determinazione. Sarà un bel campionato.


Gabriele

Sarà una bella lotta e costituirà l'occasione per rivincite dall'anno scorso con le valdostane e con le biellesi mentre con le altre un leale confronto fra Scuole calcistiche diverse.


Chiudiamo con un "viaggio nel futuro".

Come si immagina la Stagione, chi sarà il Giocatore rivelazione e dove arriverà la "Borri Band"?

Claudio

Mi immagino una stagione entusiasmante, fatta di crescita, emozioni e momenti indimenticabili. Il giocatore rivelazione? Difficile dirlo ora, ma sono certo che emergerà qualcuno che sorprenderà tutti per maturità e rendimento. Quanto alla “Borri Band”, il nostro sogno è vederla protagonista, capace di lasciare il segno e di far parlare di sé per gioco, spirito e risultati. E noi ci crediamo, profondamente.


Gabriele

Mi immagino una Stagione di "transizione" che serva soprattutto a far crescere i Ragazzi e valorizzare la Rosa. Con queste premesse i risultati sportivi e le prestazioni sicuramente non mancheranno. Sul Giocatore rivelazione spero in mio figlio nel suo nuovo ruolo che, con una maggiore cattiveria agonistica, potrebbe fare il salto di qualità. Da lui si aspetta duttilità avendo anche giocato a centrocampo e avendo una discreta visione di gioco .... "un piccolo Zanetti" insomma".
Dove arriveremo? Più in alto che si può. L'importate è trasmettere il concetto di ambizione nel modo sano e giusto ma il Mister non avrà problemi su questo fronte.


Ringraziamo Claudio RATTO e Gabriele RAMELLA per la disponibilità data augurando loro un proficuo lavoro all'interno della U16. Ci auspichiamo infine che siano tante anche le soddisfazioni, che meritano per la dedizione con cui svolgono il delicato compito di stare al fianco dei Ragazzi nella delicata fase di crescita in cui si trovano, sia umana che sportiva.

Ai lettori, che non smetteremo mai di ringraziare per i numeri di visite che registra il sito, diamo invece appuntamento alle prossime interviste ed ai prossimi articoli nelle varie sezioni!    

Dalla Redazione
C.K.
Pubblicato il 13.09.25 - ore 10,40.

Riflessioni di Ferragosto

Manca una manciata di giorni, per la precisione 8, e poi rivedremo Mister Piero Borri di nuovo sui campi di Calcio.
Vi chiederete sicuramente il perché di questa affermazione e la spiegazione è semplice. "Il Filosofo" tornerà ad insegnare Calcio dopo esattamente 1.149 giorni. È infatti questo il tempo che è trascorso dal 30 giugno 2022 quando, proveniente dalla Pro Vercelli, aveva terminato la stagione sportiva 20212022 al Cavaglià, con il gruppo dei Giovanissimi. Non era rimasto inattivo così tanto tempo neanche dopo la grave malattia che lo colpì nel novembre del 2013 quando era alla guida della Prima Squadra della Fulgor Ronco Valdengo nel Campionato di Promozione. Fu costretto al ritiro per combattere nel Campionato della Vita, ci diceva. E, dopo 12 anni,  possiamo dire che l'ha vinto alla grande!
Ecco perché la notizia del suo rientro nel mondo del pallone, fra gli addetti ai lavori, ha suscitato curiosità perché, per parecchi, la sensazione era quella che il Tecnico di Zumaglia fosse sparito definitivamente dai radar.

Anche il sito che aveva creato aveva progressivamente perso la vivacità, marchio di fabbrica da quando era stato creato.
Improvvisamente si è ribaltato tutto e proprio da questo sito torniamo a parlare di Calcio e Vita, proprio come è sempre piaciuto al Mister che abbiamo voluto incontrare per cercare di "colmare" la lunga sua assenza e cercare di dare un senso a quei 1.149 giorni di "buio di notizie". Il risultato è nelle righe che seguono e ancora una volta dobbiamo dire che non c'è mai nulla di banale nelle riflessioni fatte dal Mister sulle tematiche proposte.
Buona lettura!

Buongiorno Mister. Dopo così tanto tempo diventa difficile scegliere da dove iniziare, tante sono le curiosità. Cerchiamo di fare ordine. La prima domanda può sembrare banale ma gliela porgo ugualmente. Perché un lasso di tempo così lungo senza Calcio attivo?

Buongiorno a te ed ai lettori del sito. La risposta è complessa. Molto è dipeso da impegni extra calcistici che mi costringevano ad essere all'estero per qualche giorno ogni mese e tuttora potrebbe verificarsi questa situazione. Questo indubbiamente crea dei problemi alle Società nel momento in cui nessuno poteva sostituirmi. La Stagione trascorsa a Santhià si è resa possibile grazie al grande aiuto da parte di Mister Giorgio Fassone che ringrazio qui pubblicamente. Oltre alla collaborazione sul campo è nata una bella amicizia e ci si vede spesso, ed è quello che conta di più. A Gaglianico il problema è superato dal fatto che avrò una "spalla" su cui contare nel Giocatore della Prima Squadra Piccirilli Valeriy che ha dato la sua disponibilità e con il quale è nato fin da subitoo un feeling importante. Fatta questa premessa nelle Stagioni successive ho avuto la fortuna di essere cercato da qualche Società e la cosa mi ha fatto piacere ma non si era mai accesa la luce. Il fuoco dentro di me restava debole.

A Gaglianico il problema è superato dal fatto che avrò una "spalla" su cui contare nel Giocatore della Prima Squadra Valeriy Piccirilli che ha dato la sua disponibilità e con il quale è nato fin da subito un feeling importante. E' Ingegnere anche lui, sarà anche per questo. Chissà! Fatta questa premessa nelle Stagioni successive ho avuto la fortuna di essere cercato da qualche Società e la cosa mi ha fatto piacere ma non si era mai accesa la luce. Il fuoco dentro di me restava debole.

Devo allora immaginare che sia tornata la luce. Cosa o chi ha riattivato l'interruttore?

Avevo appena rifiutato una proposta agli inizi di maggio e il giorno 22 dello stesso mese mi giunse un messaggio da un mio ex Giocatore della Fulgor Ronco Valdengo, Luca Bottura, ora DS. della Prima Squadra del Gaglianico. Con Luca e con tutto il gruppo di quella Juniores Regionale c'è un filo che ci lega. Un filo resistentissimo, impregnato di stima reciproca che non si spezzerà mai. E la storia per molti di loro si è ripetuta a Vigliano quando li ho voluti con me e sono nati altri successi. Luca, che ringrazio per avermi pensato dopo tanti anni, mi propose di fare le classiche quattro chiacchiere, con molta discrezione. A Luca non potevo dire di no e il 23 sera mi presentai in Sede a Gaglianico e dopo 2 ore ero il mister della U16!

Su CHI credo sia chiaro a tutti che Luca Bottura abbia fatto centro. Ma COSA è successo per portarla a decidere così in fretta?

In effetti ha stupito anche me questo aspetto. Di solito o prendono tempo le Società o mi riservo io del tempo per decidere. Però credo molto nelle sensazioni di "pancia". Vedi, anche due anni fa potevo approdare a Gaglianico, sempre alle Giovanili, ma in quella stessa Sede c'era un "qualcosa" che mi frenava e infatti non era sfociato nulla. Ora le sensazioni percepite sono state diverse. Al di là del Presidente Bifernino, che conosco da una vita, parlando con il D.S del Settore Giovanile Nicolò Chiola con i Dirigenti degli U16 Gabriele Ramella e Claudio Ratto ho visto in loro gli stessi miei valori. Passione, motivazioni forti e voglia di fare bene. Sono gli ingredienti principali della ricetta. Poi potrà andare benissimo, bene o male (non me lo auguro chiaramente) ma quei concetti se non li hai non puoi comprarli. E per me rappresentano dei valori. Così dentro di me è nata la classica "vocina" che mi diceva ... "Vai!"

Parliamo della "mission" della Stagione Sportiva che sta per prendere il via. Che idea si è fatto?

Premesso che devo ancora conoscere a fondo i Ragazzi che allenerò, il primo pensiero che è scaturito è legato ad un termine ben preciso, su cui sto lavorando sodo da giorni. Oltretutto da "Ingegnere (ormai ex) in prestito al Calcio"  come spesso mi definisco, il termine è  più che affine e lo definirei RICOSTRUZIONE.

Ragionando da Ingegnere, come dice lei, di solito si ricostruisce quando ci si trova di fronte alle macerie. É quella la condizione di partenza?

Mi spiego meglio. Non sono macerie da intendere come il risultato di un crollo. Ho la sensazione che ci siano delle "macerie mentali" da rimuovere nel gruppo di cui sarò il Responsabile Tecnico. A volte il freno mentale ti impedisce di esprimerti al meglio. Non a caso la Home Page di questo sito è caratterizzata da una frase ben precisa, che mi sta a cuore: IL CALCIO SI GIOCA PRIMA CON LA TESTA, SOLO DOPO LE GAMBE FANNO IL RESTO. È il concetto su cui fondo le mie stagioni e in cui credo da quando alleno. Solo che agli inizi non avevo maturato l'esperienza che viene dal lavoro sul campo in quasi 30 anni di panchine, salvo l'ultima pausa che è stata più lunga del solito. La scelta mia di voler fare quante più esperienze possibili in tutte le categorie, dai Provinciali ai Regionali fino ai Nazionali nelle giovanili, fra i Dilettanti e nel mondo dei Professionisti, e in diverse Prime Squadre, anche qui di categorie diverse, unita alla voglia di imparare dai miei Colleghi più bravi e studiare il Calcio nei dettagli mi ha fatto crescere e maturare. Ecco perché parlo di ricostruzione mentale prima che di concetti legati al Calcio giocato.

Mi immagino un suo Giocatore. Cosa dovrei aspettarmi da questa Stagione?

Ho visto i Ragazzi nell'ultima loro gara prima della sosta e nei due incontri legati agli Open Day, deve c'erano anche altri Ragazzi che hanno aderito all'iniziativa della Società e alcuni di questi hanno deciso di unirsi al gruppo degli U16 biancoazzurri per la prossima Stagione e sono molto felice di questo. C'è stato poi un ulteriore incontro conoscitivo prima di darsi appuntamento a fine agosto. Veniamo al dunque. Ora so che verrò criticato per quello che cercherò di esprimere ma è sinceramente quello che penso. Se parlo di ricostruzione è perché, a mio avviso, ho visto Giocatori "in gabbia". Ragazzi "prigionieri" di nozioni tattiche, spesso non capite del tutto ed applicate con il metodo del "copia-incolla del P.C." . Torno all'Ingegneria. Essa si fonda su teorie supportate da formule e guai se non fosse così. Il Calcio non è fatto di formule, di Scienze esatte. Al Giocatore devo semplicemente indicare la strada per raggiungere un obiettivo. Devo indicargli degli spazi che dovrà riconoscere, spazi all'interno dei quali dovrà scegliere i tempi di giocata e possibilmente con gesti tecnici corretti. Al giocatore indico la traccia, il resto deve venire fuori dai suoi ragionamenti. Solo così nasce la fantasia che nel Calcio non esiste più, specialmente nei Settori Giovanili!

Ha parlato di FANTASIA. che non c'è più. Ne è convinto?

Io non credo di fare parte della categoria dei Mister che hanno la ragione in tasca. Parto solo da alcune riflessioni. Dico solo che è ora di finirla di insegnare ai Ragazzi il Calcio che piace ai Mister dai quali sono allenati. Di imbottirli con moduli, schemi e quant'altro. Facciamo un passo indietro. Immaginiamo un gruppo di ragazzini che si trova in un prato per giocare a calcio. Quel prato in poco tempo diventa uno spazio riconosciuto e riconoscibile da loro, adatto a giocare una partita, fra squadre nate in pochi minuti, con Regole accettate e rispettate da tutti, pur non essendo presente un arbitro fra loro. Cosa intendo dire? Che NESSUNO ha dato loro nessuna indicazione, eppure si gestiscono e divertono fino a fine partita, quando il campo gara tornerà ad essere un prato. 

Tornando agli allenamenti  si deve partire dal presupposto che esiste un momento dove il Giocatore è in grado di elaborare situazioni che si verificano in campo durante la partita. In questo va aiutato ed è il momento in cui nasce la fantasia. Tutto questo è semplice a dirsi ma  necessità di tempi di gestazione lunghi per creare questa mentalità, prima nel singolo, da trasferire poi alla Squadra. Sono però convinto che è la strada da percorrere. Ecco dove sta la ricostruzione. L'allenatore deve cambiare atteggiamento. Non deve pensare di "imbottire" di nozioni il cervello dei suoi Giocatori, metodo che si rifà a certe discipline scolastiche. Nel calcio si deve "Tirar fuori" dal giocatore quello che ha già per natura, come i ragazzini su quel prato, senza limitarlo. Poi sono altrettanto convinto che all'interno di queste nozioni si deve dare alla Squadra il concetto di equilibrio. Ma anche qui senza la rigidezza degli schemi. Mi spiego meglio. Nell'analisi di una qualsiasi situazione di gioco spesso si dice al Giocatore: "Devi fare questo". Credo sia diverso dire al Giocatore "Ascolta, in questa situazione tu cosa faresti?". Tra i due approcci ci passa il Mondo. Si crea il dialogo costruttivo che porta il Giocatore a ragionare e guarda caso alla fine a divertirsi in campo. Il Giocatore diventa ATTORE, NON ESECUTORE. Ma per fare questo chi allena deve essere disposto ad accettare l'errore, non condannarlo. Poi all'interno del concetto espresso di RICOSTRUZIONE c'è spazio anche per altre tematiche.

Mi sembra di intuire che di carne al fuoco c'è ne sia, e non poca e le motivazioni in Lei non manchino. O sbaglio?

È vero. Di lavoro da fare c'è n'è tanto ma non mi spaventa. Ogni Stagione è a sé. Cercherò di plasmare una Squadra facendo capire ai Giocatori che se si vogliono ottenere dei risultati (e non alludo alle vittorie) bisogna dimenticare il concetto di IO e pensare al NOI. Avere quella che chiamo da anni la "cultura del lavoro", pur senza perdere di vista il divertimento, altro aspetto che sta evaporando. Avere il "senso di appartenenza" per il proprio gruppo e per la Società. Parlerò a loro di concetti che ogni tanto vanno rispolverati. A partire dal RISPETTO, a 360°, non ultimo quello legato alla puntualità, rispetto per i compagni, lo Staff, i Dirigenti, gli Avversari, gli Arbitri, le attrezzature che usano. L'EDUCAZIONE, intesa nel modo di comunicare e fare valere le proprie ragioni senza esagerare negli atteggiamenti e nei toni. Parlerò di ALIMENTAZIONE CORRETTA, della CURA DEL PROPRIO CORPO che rappresenta il principale veicolo trainante per chi fa Sport. La ricostruzione passa anche ponendo attenzione a questi aspetti se si vuole diventare PRIMA UOMINI E POI GIOCATORI! Sulle motivazioni credo di averne a sufficienza per trasmettere con grande energia al gruppo i concetti espressi. Se sei scarico tu non puoi pretendere che siano carichi i Giocatori. Forse sotto questo aspetto la lunga sosta mi ha fatto bene! 

Parliamo di risultati. Quelli ottenuti lo scorso anno dalla Squadra che allenerà sono fonte di preoccupazione per Lei?

Assolutamente no. Non sono preoccupato. Ma attenzione. Anche qui va nuovamente richiamato il concetto di ricostruzione. L'ho detto prima. Ogni Stagione è a sé ma a condizione che nella testa dei Ragazzi non restino scorie negative legate alla precedente annata. Nei Ragazzi che ho conosciuto finora ho visto tanta voglia di rivalsa e questo è un aspetto fondamentale. Sono già predisposti al famoso "tirar fuori" un qualcosa che faccia girare l'interruttore dalla parte opposta. E' un processo che parte dalla STIMA IN SE STESSI e NEL CREDERCI SEMPRE. Siamo di nuovo al concetto già espresso. Alla "TESTA" prima delle "GAMBE".

Come vede la collaborazione nata fra Gaglianico e Biellese?

Strategicamente è stata una scelta molto azzeccata. Dobbiamo essere onorati per essere stati presi "sotto l'ala" dalla Società Storica sul territorio per antonomasia. Mister Luca Prina lo conosco e apprezzo da anni. Sta facendo un lavoro straordinario e non solo come responsabile della Prima Squadra. La collaborazione va però, a mio modesto avviso, messa in atto da parte di tutti noi Allenatori del Gaglianico, con la profonda convinzione di lavorare in funzione di linee guida comuni dettate dalla Biellese. Anche qui è un lavoro di Squadra che deve necessariamente mettere da parte il concetto legato al "proprio orticello" dove "coltivo la mia Squadra". È un processo mentale importante da fare e sotto questo spetto l'aver lavorato in tante realtà ed essermi confrontato con tante "teste", diverse fra loro, mi agevola il compito. Ma d'altra parte se chiediamo certi percorsi mentali ai Giocatori non vedo perché non dovremo farlo noi Allenatori.

Ho il sentore che ci sia un vento nuovo legato al suo arrivo a Gaglianico, fra i Dirigenti e non solo. Qualche suo Collega si è espresso in merito con apprezzamenti positivi. Mancava il "Filosofo" al calcio biellese?

Il vento nuovo nasce a prescindere dalla mia situazione. Se no, ragionando da Dirigente, non avrebbe senso cambiare se si pensa che il vento comunque non cambi. Se alcuni Colleghi sono stati gentili nei miei confronti non può che farmi piacere e li ringrazio di cuore. Sulla mia figura devo essere realista. Il Calcio dimentica in fretta. Tutti i momenti vengono vissuti con una velocità impressionante. Per cui non credo proprio di essere mancato, fondamentalmente perché non mi ritengo un Allenatore così importante, peraltro in un ambiente dove negli ultimi anni si sono affacciati Allenatori giovani e freschi di Corso, alcuni dei quali stanno facendo bene. Sicuramente mancava di più il Calcio a me e sono molto motivato e pronto a rimettermi in gioco. Nella lunga sosta ho imparato molto aggiornandomi ed è la cosa più bella per chi, come me, vive con passione questo bellissimo Sport. Il Calcio cambia ogni giorno e devi essere attento a cogliere tutte le sfumature del cambiamento, se no fai fatica. Poi c'è la fase più importante. L'ADATTAMENTO delle cose viste alla realtà in cui operi. Se no rischi di fare danni.

Spesso le nostre interviste si chiudevano con un gioco, che vorrei riproporre, per riprendere una tradizione. Risposta secca a tre domande.

Si vede a lungo nel Gaglianico?
L'idea condivisa è quella di un triennio. Ma la scelta starà in primis alla Società. La mia permanenza andrà meritata sul campo, che rimane il Grande Giudice!
La prossima stagione come se la immagina?
Da ex Ingegnere come un cantiere in fase di costruzione. Spirito operaio per tutti, compreso il sottoscritto e tutto lo Staff che mi affiancherà.
Dove può arrivare la sua Squadra?
Non amo le previsioni. Fanno male. Preferisco il lavoro. In ogni caso mi immagino Uomini migliori che imparano a diventare Calciatori. Calcio e Vita è un concetto che non abbandonerò mai!

Ringraziamo il Mister per la solita disponibilità e per gli spunti che ci ha fornito. Lo incontreremo nuovamente prima dell'inizio della preparazione per avere le ultime news in merito.
Nel frattempo auguriamo BUON FERRAGOSTO a tutti ed in particolare ai nostri lettori !

Dalla Redazione
C.K.
Pubblicato il 14.08.25 - ore 20,30

RITORNA "IL FILOSOFO"

PER RACCONTARSI, SULLA PRO VERCELLI E NON SOLO!!!

Un'altra stagione è terminata. Le Società hanno nel frattempo programmato il prossimo futuro proiettandosi nella stagione 2021/22 mentre per Il Filosofo Mr. Borri è tempo di riflessioni, approfittando del suo "riposo forzato", visto che non lo vedremo in prima linea con fischietto e cronometro al collo. Ci è parso doveroso approfittare di questa situazione, pur augurando al tecnico di Zumaglia di sedersi quanto prima su di una panchina, per raccogliere le sue sensazioni, dopo la stagione passata con le bianche casacche della Pro Vercelli alla guida della U14.
E così, come nelle altre sue interviste su questo sito, sono nati spunti interessanti, il cui resoconto lo proponiamo ai nostri lettori, augurando loro, oltre una serena lettura anche BUON FERRAGOSTO!!!.

Mister, la prima domanda è d'obbligo. Quali sono le sensazioni raccolte nella sua prima stagione tra i Professionisti?
Sicuramente sensazioni positive. Devo ringraziare Mr Fabrizio Giardi ed il Direttore Davide Poletto per avermi voluto alla Pro Vercelli. Il ritorno ad allenare i giovani non poteva essere migliore, in una piazza di tutto rispetto, ricca di storia, dove ogni passo che fai sui campi di allenamento ti ricorda cosa significa portare sulla casacca lo stemma che evoca gli scudetti vinti dalla Società. Per chi ama il calcio non può desiderare di meglio, soprattutto per il sottoscritto che non ha un passato nel calcio giocato e sa quanto ha dovuto faticare per arrivare a questi livelli.

Come giudica la sua stagione, impegnato a far crescere i "Leoncini" della U14?
Ero inserito nel progetto che mirava a far crescere i ragazzi nati nel 2007 sia in ottica Nazionale che Regionale. Mr Palombo era il responsabile tecnico del progetto Nazionali ed insieme valutavamo le strategie migliori per creare i gruppi che avrebbero dovuto confrontarsi nei due Campionati, la cui sfera Regionale era di mia competenza. La stagione la si deve valutare sotto due distinti aspetti. Di crescita dei singoli e di confronto nelle competizioni. Purtroppo il Covid ci ha messo ancora del suo impedendo totalmente le competizioni Nazionali e con sole tre gare disputate nei Regionali, dove eravamo contrapposti alle "seconde squadre Prof" con ragazzi nati nel 2006, di un anno più grandi. 

Questo ha creato sicuramente dei problemi legati all'assenza del confronto in gare ufficiali che ritengo fondamentale per la crescita dei giocatori, a maggior ragione in quella fascia di età. Tuttavia mi ritengo fortunato di non aver interrotto, salvo nel mese di novembre dove tutti erano fermi, le attività sul campo, grazie anche agli sforzi fatti dalla Società che ci ha garantito tale lavoro. Il resoconto resta senz'altro positivo anche se i ragazzi, di fatto,  hanno perso due anni importanti nel loro percorso umano e sportivo. Anni nei quali la loro sicuramente non è stata una crescita completa, oltretutto fra alti e bassi legati anche al periodo delicato della crescita fisica legata all'età.  

Invece, dal punto di vista personale cosa conserva?
Dal primo mese, con i primi passi allo "Stadio Piola", sino alle ultime amichevoli disputate mi sono caricato nello zaino immaginario delle esperienze fatte, che ognuno di noi ha sulle spalle, di tutto e di più.
Da quando alleno mi sono sempre imposto di essere una "spugna". Assorbire quante più nozioni possono farmi crescere. La stagione alla Pro Vercelli, a maggior ragione, l'ho vissuta all'insegna del concetto appena espresso. Le opportunità per crescere ci sono sempre e in un ambiente professionistico  vengono amplificate ancor di più. Basta avere l'umiltà nel saperle cogliere. Poi valuti, analizzi, adatti e agisci di conseguenza, senza snaturare quelle che sono le tue peculiarità, senza mai dimenticare i propri limiti, sui quali devi lavorare ogni giorno per migliorarti.

Squadra e Staff della Pro Vercelli U14 

Ci fa un esempio concreto di quanto appena detto?
Ce ne sono tantissimi. Dovendo fare la sintesi, impari dal modo con cui vengono previste e svolte le esercitazioni, dall'organizzazione che c'è intorno ad esse, dai tanti colleghi "spiati" durante le loro sedute dai quali ho imparato molto. Il primo mese al "Piola" ho studiato Mr Modesto della Prima Squadra, ora al Crotone in B. Sono cresciuto grazie alla grande e schietta collaborazione con Massimiliano Palombo, tra i campi di Vercelli e Suno con i Ragazzi della U14. Ogni tecnico visto all'opera al "Centro Belvedere" durante la stagione mi ha trasmesso molto, in particolare Mr Giorgio Rosas che per lunghi tratti è stato il mio Collaboratore. Un ulteriore salto di qualità l'ho ricevuto dal Direttore  Davide Poletto, sempre presente sul campo. La stessa qualità tecnica dei Ragazzi che hai a disposizione ti fa crescere, ti mette alla prova. Potrei continuare all'infinito, passando dalla preparazione dei Dirigenti di squadra, alla disponibilità del magazziniere ed al grande sacrificio dei Genitori dei Ragazzi, alcuni costretti a trasferte da non poco per portare i loro figli sui campi. Ne approfitto per ringraziare veramente tutti di cuore.

Dai ringraziamenti si deduce il fatto che non ci sarà una prossima sua stagione alla Pro Vercelli. Sbaglio?
Tutto vero, credo sia già di dominio pubblico il fatto di non rientrare nei piani tecnici della Pro Vercelli per la prossima stagione. Rientra nella sfera decisionale di chi pensa e disegna il futuro del settore giovanile di qualsiasi società. Il tutto non mi ha colto di sorpresa. Nel momento in cui decidi di allenare devi accettare anche di interrompere un lavoro iniziato. L'importante è avere la coscienza a posto. Io sono sereno, consapevole di avere dato tutto per la causa, pur consapevole dei miei limiti. Mi piace pensare che chi verrà sia più bravo e preparato del sottoscritto e darà il meglio per i Ragazzi . Mi è spiaciuto solo sapere che non avrei più allenato a Vercelli quasi fine luglio.

Si coglie un tono misto fra il rammarico e il polemico, o non è così?
La chiave di interpretazione sembra polemica ma non lo è. Certo averlo saputo prima mi poteva dare qualche chance in più per trovare soluzioni nuove per la stagione che sta per iniziare. Questo si, anche se sembra un discorso egoistico. Fin quando non sai che non rientri nei programmi futuri sei convinto di esserci. Credo sia normale, ed è anche per questo motivo che non ho accettato alcune proposte che nel frattempo erano arrivate, lasciando libere le Società che avevano pensato a me di organizzarsi al meglio.

La sua è stata dunque una estate di attese?
Tutt'altro. Certo, la mente era ad un eventuale futuro alla Pro ma è altrettanto vero che, nonostante tutto, non mi sono fermato. Ho partecipato al Camp di Sizzano, organizzato dall'ex calciatore Alessandro Troiano ed è stata un'esperienza fantastica. In quella occasione ho conosciuto altri tecnici molto preparati ed il mio bagaglio di esperienze si è ulteriormente arricchito. Successivamente ho proseguito il mio "pellegrinaggio" in alcuni ritiri estivi, fra i quali quello di Sondalo dove era impegnata la Pro Patria di Mr Luca Prina che, con enorme piacere, ho rivisto sui campi di allenamento, posto che gli compete per antonomasia. Sono stato ospite al Camp  estivo di Oleggio, centro sportivo di tutto rispetto, per vedere come organizzano le loro attività. In altri centri di allenamento mi aspettano, grazie ai gentili inviti ricevuti dai tecnici conosciuti. Credo che tutto questo sia anche dovuto al fatto di essere passato dalla Pro Vercelli come allenatore. Sono abituato da sempre vedere il lato positivo degli eventi che ti capitano nella vita, per cui, nessun rimpianto.

E il futuro prossimo come lo vede Mr Borri?
Domanda bella, la cui risposta nessuno conosce. Se dovessi privilegiare la grande passione che nutro per il Calcio direi sicuramente su un rettangolo verde ad allenare. Se invece, come la logica insegna, guardo la realtà penso che tale scelta non dipenda da me. Convinto da sempre che devi essere scelto per allenare e non sposare nessun tipo di altra causa per farlo, credo che starò alla finestra, sperando in qualche chiamata che possa riattivare fischietto e cronometro e mi porti nuovamente ad insegnare calcio, che è la cosa più bella che può capitare, per chi, come me, ama questo meraviglioso sport. Sognare non costa nulla. E nel frattempo studio e mi aggiorno, per farmi trovare pronto.

Siamo ai saluti. Come si congeda dai lettori del sito, dopo questo piacevole incontro?
Innanzitutto vorrei ancora ringraziare veramente di cuore tutti coloro che hanno condiviso la mia bellissima esperienza alla Pro Vercelli, ed in modo particolare i Ragazzi che ho avuto l'onore di allenare a cui va un grande in bocca al lupo per il futuro.
Ai lettori mando un grande abbraccio virtuale, nella speranza di poter raccontare a loro storie di Calcio giocato e non di quello vissuto.

Finisce così l'incontro con Mr Borri che ringraziamo per averci dedicato il suo tempo e, nel salutarlo, dobbiamo ripeterci. Il "Filosofo", ancora una volta, ci ha regalato spunti e riflessioni sui quali ci si potrebbe dilungare per ore ed ore. Ed ogni volta lo lasciamo con lo stesso pensiero che, ci auguriamo, possa essere anche quello di tanti lettori. Il Calcio credo che abbia ancora bisogno di personaggi così.

dalla Redazione

C.K.

Pubblicato il 14.08.21 - ore 18,00

 

IL NUOVO CAMMINO VIOLA, FRA ACCORDI SALTATI, ACCORDI TROVATI E UN FUTURO TUTTO DA SCOPRIRE

Dopo mezzo secolo, passato alla saggia guida del mondo Viola del Calcio Femminile biellese, per il Presidente Raimondo Rocchetti è giunto il momento di una larga e profonda riflessione su come proseguire il cammino dando ulteriore linfa ad un progetto che merita di essere ampliato e rinnovato. Questo anche sull'onda del movimento calcistico delle "Quota Rosa", come simpaticamente abbiamo battezzato lo spazio su questo sito, dalla scorsa stagione. Abbiamo infatti raccontato le gesta delle Ragazze impegnate nel Campionato Nazionale di Serie C, fin che non si è concluso anticipatamente per i motivi legati alla pandemia che ha colpito il mondo intero, senza risparmiare alcun settore, men che meno il mondo del pallone, a tutti i livelli.

Pertanto, la bella stagione disputata sul rettangolo verde non ha avuto il coronamento che si sperava e le "Violette", nei giorni che precedevano la trasferta all'Isola della Maddalena in Sardegna, sono state costrette a mettere da parte gli scarpini anticipatamente. Resta la soddisfazione di aver conquistato, fino ad allora, le zone altissime della classifica, da neo promosse. Ma ora non è tempo di riflessioni su come sarebbe finita la stagione. Le risposte non ci sono e non ci saranno mai. E' piuttosto il tempo di concentrarsi su un'altra stagione, quella che fra poco inizierà. E le novità sono tante. Sono passati pochi mesi dai fatti appena riassunti ma, in effetti, è cambiato tutto e non solo nei rapporti sociali, dopo l'ondata del Covid 19. Il rinnovato corso delle "Violette" riparte da una certezza, quella che da 50 anni è il vero ed autentico marchio che ha contraddistinto il lungo cammino della Società. Riparte dal Presidente Raimondo Rocchetti, che rimarrà al timone e si avvarrà di collaborazioni importanti, quelle che vi abbiamo raccontato nell'articolo che la nostra Redazione ha pubblicato il 9 agosto (QUI IL LINK).

Per approfondire le tematiche legate al nuovo corso della Biellese Femminile abbiamo incontrato il neo Direttore Sportivo Milena Blotto (nella foto in alto). Anche per lei, tanti anni in "Viola" con la maglia numero 9 (foto in basso) di chi deve fare centro ed il colore viola tatuato nel cuore. E il cuore non tradisce mai ed ora, per Milena, è venuta un'altra chiamata. Ora le reti non li deve segnare in campo. E' giunto il momento di rimettersi in gioco, ancora in "Viola", ma sulla sponda di chi deve decidere, indicare la via, e tracciare il nuovo percorso appena nato. Era pertanto doveroso conoscere direttamente da Lei le sensazioni, le emozioni e soprattutto i programmi e le aspettative che ci aspettano dietro l'angolo, quello della svolta viola. Ecco la piacevole chiacchierata che ne è scaturita.

Buongiorno Direttore. Il nuovo corso della Biellese Femminile contiene molte novità. La prima riflessione riguarda le motivazioni che hanno portato a tale svolta. Quali sono state nello specifico?

Lo scopo principale su cui ci siamo concentrati era quello mirato ad unire le forze   per  crescere e dare continuità al futuro del calcio femminile biellese.

Ai più la domanda potrà sembrare polemica ma in realtà la pensano in tanti. Perché, per il nuovo cammino, non si è scelta la Società "La Biellese", sodalizio di riferimento per il territorio?
In realtà c'è stato un primo contatto con la "La Biellese" maschile. Ma forse per qualche   incomprensione, non adeguatamente approfondita, non si è concluso nulla.

Torniamo alla realtà che si è invece concretizzata. Possiamo parlare di fusione oppure allo stato attuale con la VEO vi è "solo" un patto di stretta collaborazione?

La  VEO (Valle Elvo Occhieppese n.d.r.) saputo   dell' insuccesso  dell' incontro con la "La Biellese" maschile ci ha cercati ed abbiamo trovato subito  l'accordo. Il nostro, per  ora, è un patto di  stretta collaborazione, con  il  cambio di  denominazione in A.C.F. BIVEO.  Manteniamo però sempre  il  nostro numero di Matricola e soprattutto continuiamo con il lavoro importante svolto in tanti anni dallo "Storico"  Presidente Raimondo  Rocchetti ma con  il vantaggio di uno Staff rinnovato per il  90%.

Com'è nata l'idea del suo ingresso nella nuova Società ?
Venticinque anni  passati  con  la  maglia  viola  non  si  dimenticano. Fanno  parte  della mia  gioventù, così come l'amore per la squadra che è rimasto intatto. La mia decisione è stata immediata sin da subito, quando il Presidente me lo ha chiesto per iniziare un nuovo ciclo, forse per una sorte di gratitudine verso una Società che mi ha dato molto.

Nell'articolo che il nostro sito ha pubblicato qualche giorno fa abbiamo scoperto che, oltre al suo, sono molti i volti nuovi in Società. Uno in particolare che, con Lei, ha costituito un connubio forte, fin dai tempi in cui indossavate la casacca delle "Violette". Alludo al rientro di Laura Villa. Che apporto potrà dare, secondo Lei, oltre al ruolo di Preparatore Atletico?
Come dicevo, in questo nuovo Staff ci sono molti volti nuovi e, come  me, ha subito  risposto Laura  Villa   con  la quale ho diviso il duo di attacco, aiutando a portare la Società ai massimi livelli. La nostra bella intesa ha portato a segnare 80/90 reti a stagione in due. Ora Laura  curerà la parte atletica  delle  ragazze, essendo anche  il  suo  mestiere.

Altra svolta è nella figura del Mister. Quali sono state le motivazioni di affidare la squadra ad un uomo e in particolare a Massimo Romagnolli?
Dopo la rinuncia dell'allenatore (Manuela Pitzalis n.d.r.), che  ha  preferito scegliere un altra via (forse Baveno? n-d-r-), è  stato   individuato, da parte dei colleghi della Valle Elvo, in  Massimo Romagnolli  il  nuovo Mister per  il  Femminile. Si è messo  subito al lavoro e dovrà   immergersi  in  nuovo  mondo e in una nuova realtà per lui inediti. Lo affiancherà il Presidente Rocchetti   che vanta 50 anni  di esperienza e conosce tutte le  sfumature del Calcio Femminile.

Proseguiamo con le novità. Dopo la buona stagione in Serie C dello scorso Campionato, anche se rimasto incompiuto per i motivi che tutti sanno, perché la scelta di ripartire dall'Eccellenza?
Vero, è stata una buona stagione ma la scelta, per forza di causa maggiore, è caduta sull'Eccellenza, considerato che diverse ragazze hanno voluto seguire le future sorti del Mister. Si riparte dunque dalla Categoria inferiore ma con grande entusiasmo, che ci rafforza ulteriormente dopo la nascita del nuovo sodalizio. 

Entriamo nei dettagli. Ai nastri di partenza vedremo, oltre alla Prima Squadra la U17 e la U12. Che obiettivi vi siete posti?
Per fortuna la Società, da diversi anni, ha costruito un solido  settore giovanile. Abbiamo elle ottime ragazzine, sia nell'under 12 che under 17, che lasciano ben sperare per il  futuro.

In prima squadra, rispetto all'organico visto lo scorso anno, quante ragazze ritroveremo e quali sono i "colpi in canna" che prevede lei, da Direttore Sportivo?
Vista la situazione generale, i tempi quest'anno, sono molto ristretti. Tuttavia aspettiamo un paio di risposte da nomi eccellenti, di categorie superiori, che speriamo di vedere al ritrovo del 31 agosto, agli ordini del duo dei Mister Romagnolli e Villa.

 

Una ulteriore novità credo venga dai campi di allenamento e di sede delle gare. Si è letto della rinuncia al campo sportivo di Pavignano. L'appuntamento con i vostri i tifosi, in tal caso, dove lo fissate?
Il  campo di  Pavignano resta il  nostro punto di  riferimento. Lì faremo  gli allenamenti e  giocheranno l'under 12  e 17, mentre  la prima  squadra giocherà a  Occhieppo Superiore, quartier generale della Veo, al "Campo Bonavalle".

Chiudiamo questo piacevole incontro con una domanda scontata ma alla quale non potrà dare una risposta scontata. Il nuovo corso della BiVeo dove vuole arrivare?
Come detto prima si vuole creare un centro sportivo femminile   dove  le  ragazze biellesi si sentano orgogliose di giocare, con un settore giovanile ampio e la Prima  Squadra che diventi competitiva a livello  nazionale. Avendo unito le due forze, con la VEO del Presidente Vittorio Esposti e del Direttore Generale Pietro Cossu, che credono in questo progetto, la cosa sarà possibile.

Congediamo così Milena Blotto, alla quale auguriamo un proficuo lavoro, costellato di successi, come merita la Storia del Calcio Femminile Biellese e le rinnoviamo fin d'ora l'appuntamento durante la stagione per altri confronti, quando il viaggio sarà stato intrapreso. Ai nostri lettori diamo appuntamento su questo sito per seguire altre rubriche dedicate alla "nuova" Biellese Femminile. Per ora non ci resta che salutarvi e attendere gli aggiornamenti ulteriori sulla rotta intrapresa dal nuovo sodalizio.

Qualche idea c'è, vi diciamo solo ... a presto 

dalla  Redazione

C.K.

Pubblicato il : 16.08.2020 - ore 20,00

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